Cos'è la pratica collaborativa?
Nel novero delle ADR (Alternative Dispute Resolution) occupa un posto di rilievo la PRATICA COLLABORATIVA. Trattasi di un metodo innovativo e molto efficace di risoluzione non contenziosa dei conflitti e della crisi familiari, mutuato dal Canada, ove è nato negli anni ’90, oggi praticato in molti paesi europei ed anche in Italia dal 2010. E’ un metodo applicabile anche al settore commerciale e societario con successo.
Approccio multidisciplinare
Al tavolo della Pratica Collaborativa siedono le parti in conflitto e, con un approccio multidisciplinare ed un lavoro di squadra, tutti i professionisti formati alla pratica collaborativa (avvocati, psicologi, commercialisti, esperti delle relazioni familiari e facilitatori della comunicazione), nella consapevolezza che nei conflitti familiari la relazione tra le parti gioca un ruolo fondamentale e coinvolge gli aspetti emotivi, psicologici, economici e legali.
Accordo 'cucito su misura'
Al tavolo della Pratica Collaborativa le parti unitamente ai professionisti collaborativi, in un “contenitore” sicuro, accogliente e rispettoso di ferree regole alla base dell’accordo di partecipazione, che parti e professionisti sottoscrivono all’avvio del caso collaborativo, decidono insieme quali saranno i nuovi equilibri familiari all’indomani della crisi matrimoniale, sulla scorta degli effettivi bisogni di quel nucleo familiare, al fine di giungere alla sottoscrizione di un accordo “cucito su misura”, consapevole, efficace e duraturo. Le parole-chiave sono buona fede e lealtà, trasparenza e riservatezza.
Per approfondimenti visita il sito dell’Associazione Italiana Professionisti Collaborativi
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